Il centro SuRSUm

Il Centro interdipartimentale SuRSUm (Sussidi alla Ricerca negli Studi Umanistici) nacque come appendice sperimentale di un progetto didattico ideato da Mario Pozzi (il corso di laurea MultiDAMS), che avrebbe dovuto essere affiancato da progetti di ricerca con l’intento di coniugare funzioni ‘alte’ di studio con la possibilità di impiegare in esercitazioni applicative studenti del nuovo corso di laurea, il quale si fondava sul principio di una stretta collaborazione tra docenti di discipline umanistiche (l’area DAMS: oltre a Italiano e Storia, Musica, Arte, Teatro) e docenti di discipline informatiche.

 

Il sito web del Centro, al di là delle pagine introduttive o istituzionali, venne articolato in quattro percorsi corrispondenti a quattro applicazioni informatiche, ciascuna delle quali poteva fungere da supporto a specifici progetti di ricerca. Tutte le applicazioni, e i relativi software di gestione, erano stati ideati da Domenico Chiodo e realizzati da Cristina Galia.

 

Archivi Elettronici
L’applicazione era stata pensata per gestire risorse digitali legate al libro antico e volte all’esame di entità astratte (generi letterari, repertori poetici, etc.) e si concretò nei seguenti progetti che presentavano differenti stadi di realizzazione (presso che completi i primi tre, soltanto a uno stadio iniziale il quarto):

  • Antologie di rime del Cinquecento (ideazione Domenico Chiodo – cura di Claudia Perelli Cippo)
  • Favola pastorale (ideazione Domenico Chiodo e Andrea Donnini – cura di Andrea Donnini)
  • Poema sacro (ideazione Mario Chiesa)
  • Storie letterarie erudite (ideazione Domenico Chiodo)

 

Biblioteca Digitale del Libro Antico
Anche questa applicazione serve a gestire risorse digitali legate al libro antico ma per la descrizione di patrimoni materiali (fondi librari antichi). Il sistema sviluppato soltanto per la componente informatica aveva in progetto un’applicazione volta a illustrare il Fondo Rari della Biblioteca di Scienze Letterarie e Filogiche ma non è mai stato realizzato. In estrema sintesi, prevedeva tre diversi accessi al materiale librario: 1. una finestra di Ricerca dalla quale si sarebbe potuto interrogare il repertorio (per autori, titoli, editori, datazioni) alla ricerca di un testo di cui si voleva verificare la presenza; 2. l’opzione Indici, divisa in quattro categorie (Autori, Opere, Editori, Cronologia) in cui sarebbero comparsi a video gli elenchi alfabetici completi (ovviamente l’elenco cronologico nell’ultimo caso) dei libri catalogati; 3. una procedura più complessa (che sarebbe stata l’elemento di novità del sistema) intesa a guidare l’utente-visitatore a una ricognizione tipologica del repertorio e quindi anche all’eventuale scoperta di titoli sconosciuti.

 

Laboratorio di Filologia Ipertestuale
L’applicazione era stata pensata per fornire lo strumento per la realizzazione di edizioni critiche visibili in forma di ipertesto. Ne furono realizzati soltanto due specimen allo scopo di farne comprendere il funzionamento:

  • Mondo Creato, di Torquato Tasso, a cura di Paolo Luparia
  • Rime, di Cosimino Rucellai, a cura di Domenico Chiodo

 

Galleria Iconografica Digitale
Scopo di tale prodotto informatico era quello di semplificare l’abbinamento di testi e immagini. Era stato ideato soprattutto come applicazione didattica, ma era utilizzabile anche per l’illustrazione di testi antichi figurati. Non è stata sviluppata nessuna applicazione, tranne uno specifico prototipo per mostrarne il funzionamento:
Gli Emblemata di Andrea Alciati, a cura di Massimo Scorsone.